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Articolo: CITTÀ DEL FUTURO

CITIES OF THE FUTURE

CITTÀ DEL FUTURO

CITTÀ DEL FUTURO

La pandemia ha inevitabilmente portato a un ripensamento del concetto di città, accelerando una serie di progetti, alcuni dei quali, seppur ancora solo sulla carta, mirano a creare città del futuro in grado di garantire il massimo benessere agli abitanti. Dall'Arabia Saudita al Giappone, dagli Stati Uniti alle Maldive, stanno emergendo visioni guidate da aspirazioni di sostenibilità e innovazione tecnologica. Sebbene non si siano ancora concretizzati, questi laboratori di innovazione in corso ci aiutano a comprendere in quali direzioni si stia muovendo la pianificazione dei futuri centri urbani.

 

THE LINE

THE LINE in Arabia Saudita rappresenta il futuro della vita urbana.

Si tratta di una rivoluzione di civiltà che mette l'uomo al primo posto, offrendo un'esperienza di vita urbana senza precedenti, preservando al contempo la natura circostante. Ridefinisce il concetto di sviluppo urbano e l'aspetto che dovrebbero avere le città del futuro.

Niente strade, auto o emissioni, funzionerà al 100% con energia rinnovabile e il 95% del territorio sarà preservato per la natura. La salute e il benessere delle persone saranno prioritari rispetto ai trasporti e alle infrastrutture, a differenza delle città tradizionali. Larga solo 200 metri, ma lunga 170 chilometri e a 500 metri sopra il livello del mare.

THE LINE ospiterà infine 9 milioni di persone e sarà costruita su un'impronta di soli 34 chilometri quadrati. Ciò significherà un ridotto impatto infrastrutturale, creando efficienze mai viste prima nelle funzioni cittadine. Il clima ideale tutto l'anno assicurerà che i residenti possano godere della natura circostante. I residenti avranno inoltre accesso a tutti i servizi nel raggio di cinque minuti a piedi, oltre a una ferrovia ad alta velocità con un transito da un capo all'altro di 20 minuti.

The Line

THE FOREST CITY

La Forest City in Messico si estende per 557 ettari, in grado di accogliere fino a 130.000 abitanti. L'area metropolitana comprende 362 ettari di superfici vegetali e 120.000 piante appartenenti a 350 specie diverse, progettata per una città aperta e internazionale ispirata ai valori dell'innovazione tecnologica e della qualità ambientale. Infatti, grazie ai nuovi grandi parchi, ai tetti giardino e alle facciate verdi, la superficie destinata al verde e l'area edificata coprono aree equivalenti.

La Smart Forest City è progettata come un insediamento autosufficiente dal punto di vista energetico attraverso un anello perimetrale di pannelli fotovoltaici e un canale d'acqua collegato al mare tramite un sistema sotterraneo che permette di alimentare la città in modo sostenibile.

La nuova Forest City è anche all'avanguardia dal punto di vista della mobilità grazie a un sistema di trasporto articolato che prevede che la mobilità interna sia esclusivamente elettrica e semiautomatica.

Esiste un'esigenza umana prioritaria di trovare soluzioni che comportino un cambio di prospettiva nel modo in cui vengono svolte le attività, dal modo in cui produciamo al modo in cui consumiamo. Il percorso verso beni e servizi dematerializzati e detossificati può essere riassunto dalle quattro R: ridurre, riparare, riutilizzare e riciclare. La Smart Forest City affronta queste esigenze di sviluppo, favorendo l'istruzione e l'empowerment economico – soprattutto delle donne – sviluppando soluzioni, stili di vita e comportamenti radicalmente più eco-efficienti, a partire dalla riduzione della domanda complessiva di energia e dalla diminuzione della produzione di rifiuti.

 

 AKON CITY

Gli amanti del cinema ricorderanno sicuramente il film Black Panther che parla di un regno africano immaginario chiamato Wakanda. Se il film è il risultato dell'immaginazione degli autori, che si sono ispirati a un famoso fumetto Marvel, quello che sta accadendo in Senegal è reale. Infatti, nella nazione africana Akon, noto cantante rap afroamericano, sta costruendo una nuova città ispirata al lungometraggio.

Situato vicino a Dakar, il colossale progetto da 6 miliardi di dollari prevede la costruzione di una nuova città chiamata Akon City che potrebbe essere, nelle intenzioni del fondatore, "una casa per tutti gli africani nel mondo".

Secondo il progetto ci saranno un ospedale, centinaia di appartamenti, un sistema elettrico alimentato da energia solare, strutture pubbliche e scuole, ma soprattutto parchi e grattacieli che sembrano usciti da un film di fantascienza.

Il progetto Akon City è così ambizioso che il rapper vorrebbe che la città avesse la propria valuta, una criptovaluta che prenderà il nome di Akoin. Esiste già un account Twitter ufficiale della nuova moneta inventata da Akon e l'idea sembra essere quella di aumentare il valore della moneta usando le notizie della costruzione della città. Insomma, più si parla della nuova città super-futuristica, più cresceranno gli investimenti in Akoin, che a sua volta guadagnerà sempre più valore.

 

FLOATING CITY

L'innalzamento del livello del mare minaccia le Maldive, un paradiso tropicale nell'Oceano Indiano. Il governo sta lavorando a una soluzione e sta pianificando una città galleggiante che ospiterà circa 5.000 unità residenziali e non residenziali.

Una città galleggiante che segue il movimento delle onde, con una forma che, vista dall'alto, ricorda quella di un corallo. È il progetto futuristico di Maldives Floating City, che viene costruito alle Maldive. È una città che vivrà sull'acqua, la prima del suo genere al mondo, ed è già in uno stato avanzato.

La città galleggiante è una risposta concreta al drammatico problema dell'innalzamento del livello del mare, che minaccia l'arcipelago. 

La città galleggiante è una nuova alternativa che permetterà il trasferimento di 20.000 persone in una vasta area galleggiante: 200 ettari che ospiteranno 5.000 abitazioni, a 10 minuti di barca dalla capitale Malé. Insomma, quasi un'arca di Noè modernissima, da completare in tempi record: il progetto è stato creato, in joint venture con il governo locale, dal team olandese di architetti Waterstudio, specializzato in costruzioni innovative sull'acqua, in collaborazione con Dutch Docklands.

L'intero progetto della città galleggiante, proprio perché incide su un ecosistema così fragile e prezioso e in particolare sulla barriera corallina, è stato progettato per essere il più eco-sostenibile possibile. Maldives Floating City dovrebbe essere completata entro il 2027: il progetto è già in una fase avanzata e i primi abitanti arriveranno nei prossimi due anni.

 

AMARAVATI

Amaravati, la nuova capitale dello stato indiano dell'Andhra Pradesh, non sarà solo un'enorme metropoli in grado di ospitare fino a 35 milioni di abitanti. Soprattutto, sarà una sorta di città perfetta, costruita sulle rive del fiume Krishna secondo i più avanzati principi di sostenibilità. Lo ha ribadito Norman Foster del prestigioso studio di architettura Foster + Partners, che sta attualmente lavorando per sviluppare i dettagli finali del progetto che porterà alla costruzione del centro di Amaravati. Un centro di circa 217 chilometri quadrati composto per il 60% da giardini, aree verdi e canali d'acqua, che ospiterà i due edifici dell'Assemblea Legislativa e dell'Alta Corte di Giustizia.

Questa capitale ideale avrà 13 piazze, ispirate ad altrettanti luoghi famosi nel mondo, una per ogni distretto della città, oltre a un'immensa rete di piste ciclabili, canali ispirati a quelli di Amsterdam attraversati da taxi marittimi, strade destinate alle auto elettriche e altre progettate esclusivamente per i pedoni, al fine di incoraggiare il cammino. Amaravati sarà interamente coperta da wi-fi, e ogni abitazione sarà registrata in un database speciale. Il progetto ha anche una forte attenzione all'istruzione e alla salute. Nelle intenzioni del governo, la nuova capitale dovrà diventare un centro universitario di eccellenza e sviluppare un sistema sanitario che garantisca standard elevati di assistenza a tutti i cittadini.

Il progetto è nato nel 2014, dopo la ridefinizione dei confini indiani che ha portato alla divisione di una parte dell'Andhra Pradesh e alla conseguente nascita di un nuovo stato, il Telangana, con capitale Hyderabad, un tempo capitale dell'intero Andhra Pradesh. Da qui la necessità di una nuova capitale, identificata in Amaravati. I governatori dello stato dell'India centrale hanno quindi creato un progetto economicamente impegnativo, stanziando 3,2 miliardi di dollari, più un prestito da un miliardo di dollari finanziato dalla Banca Mondiale e dalla Asian Investment Bank, con l'obiettivo di costruire una città unica al mondo.

 

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